98) Popper. Contro il determinismo.
Nella polemica con il determinismo, Popper contrappone
all'affermazione Anche le nuvole sono orologi (cio il
determinismo domina ovunque) un'altra di segno opposto Anche gli
orologi sono nuvole (di elettroni).
K. R. Popper, Societ aperta, universo aperto, Borla, Roma, 1984,
pagine 133-137 (vedi manuale pagine 328-332).

 Kreuzer: Signor Professore, occupandoci dei fondamentali problemi
della realt e del linguaggio, e cio dei rapporti del mondo 1 col
mondo 3, non dovremmo dimenticare i rapporti del mondo 3 col mondo
1: l'apertura del mondo spirituale si radica, secondo Lei, nella
apertura del mondo materiale, del mondo fisico. E qui ci
imbattiamo soprattutto con i problemi che furono sollevati da
Heisenberg. Problemi della fisica quantistica, della
indeterminazione che troviamo nel pi interno dell'atomo, e nella
quale si pu supporre esistere anche le radici della apertura,
della libert, della indeterminatezza dell'intero universo.
Popper: S,  cos. Ma la situazione  la seguente: io sono un
avversario del determinismo, ma non a motivo delle relazioni di
Heisenberg.
Kreuzer: Su questo argomento dobbiamo essere pi chiari. Il
determinismo consiste nella concezione secondo la quale il mondo 
predeterminato, prestrutturato e in s chiuso.
Popper: Il determinismo , sostanzialmente, la teoria per la quale
tutto ci che accade nel mondo, si svolge come in un ideale
meccanismo ad orologeria. Contrariamente a ci, io credo che gli
sviluppi degli eventi nel mondo non siano predeterminati. I miei
argomenti principali sono, in sostanza, le invenzioni umane. Mi
pare abbastanza chiaro che nella nebulosa primitiva - bilioni di
anni fa - un auto o un aereo o cose del genere non erano gi
predeterminate o precostituite, ma che esse sono venute nel mondo
1 fisico solo ad opera dello spirito umano.
Kreuzer: Lei in passato si  espresso su questo argomento con una
immagine molto pregnante: si tratta di vedere se tutte le nuvole
sono orologi o se tutti gli orologi sono nuvole. L'opposto
dell'orologio in tal senso  dunque la nuvola.
Popper: Proprio cos. L'opposto dell'orologio  la nuvola, che
noi, palesemente, non possiamo predeterminare come l'orologio.
Naturalmente questa  solo un'immagine. La prima teoria dice: se
noi conoscessimo meglio le nuvole, cos come conosciamo gli
orologi, allora le potremmo determinare completamente. L'altra
teoria dice: se noi spingessimo le nostre ricerche sugli orologi
sempre pi a fondo, allora scopriremmo che essi sono propriamente
nuvole di elettroni o nuvole di particelle elementari, che non
sono completamente predeterminate e nelle quali accadono infinite
cose che non sono prevedibili; che, dunque, solo la grandezza
fisica dell'orologio ci aiuta a considerare un orologio come
predeterminabile in una certa misura.
Kreuzer: Dunque: tutti gli orologi sono nuvole.
Popper: S. Io, al pari di Heisenberg e di altri fisici
quantistici, sono dell'idea che tutti gli orologi sono nuvole.
Kreuzer: E questo  l'indeterminismo.
Popper: Questo  l'indeterminismo. Che, dunque, accadono cose che
non sono completamente predeterminabili, e che queste cose ci
lasciano in qualche modo lo spazio per intervenire nel mondo. Se
il mondo fosse completamente predeterminato, allora non sarebbe
possibile l'apertura nei confronti dello spirito umano. Io assumo,
pertanto, che il mondo 1, il mondo della fisica,  aperto nei
confronti del mondo 2, influenzabile dal mondo 2, e che a sua
volta, il mondo 2 sia di nuovo aperto nei confronti del mondo 3,
il quale naturalmente, a sua volta,  aperto nei confronti del
mondo 2 e, attraverso questo, anche nei confronti del mondo 1. E
le cose non finiscono qui. Debbo spiegare in qual maniera una
siffatta presa di posizione diverga da quella dei fisici
quantistici, specialmente di Heisenberg e di Bohr. Penso di essere
d'accordo con loro quando affermo che tutti gli orologi sono
nuvole, e quando sostengo che il mondo 1, quello fisico, pu venir
influenzato ad opera della nostra volont in connessione con il
nostro sapere congetturale cos come accade nella pianificazione
della costruzione di uno strumento di misura o in una misurazione.
Ma nego che il mondo 1 possa venir influenzato ad opera della
semplice presa di conoscenza di un risultato di una misurazione
(come pretendono i seguaci di Heisenberg). E nego che la meccanica
quantistica possa dire anche la pur minima cosa sulla conoscenza
umana soggettiva, e cio sul mondo 2. Quel che io (contrariamente
ad Heisenberg) affermo  che: essa parla unicamente del mondo 1. E
penso che il cosmo, nella sua totalit, sia influenzabile dalla
nostra attivit meno di quanto lo  il nostro corpo ad opera del
solletico di una piuma. Anche se per mezzo del nostro grande
sapere congetturale e della nostra ancor pi grande ignoranza - ci
riuscisse un giorno di trasformare il nostro sole in una
supernova, ebbene anche in questo caso ci sarebbe un cosmo
largamente indipendente da noi. Il sottolineare questo punto  una
parte importante di ci che io chiamo realismo. L'indipendenza del
cosmo da noi in Heisenberg viene perduta.
Kreuzer: Questo punto - e io lo vedo come il punto pi importante
della Sua Autobiografia - costitu una parte essenziale del grande
colloquio che Lei ebbe con Albert Einstein.
Popper: S. A mio avviso Einstein, almeno fino a questo colloquio,
confondeva in certa misura il suo realismo e il suo determinismo e
non li teneva abbastanza chiaramente separati. Quando incontrai
Einstein, io cercai di convincerlo che il suo realismo e il
relativo rifiuto della interpretazione di Copenhagen della teoria
quantistica...
Kreuzer: Il realismo, che lo univa a lei.
Popper: S, che il suo realismo era giusto, ma che il suo
determinismo  per un'altra cosa. In primo luogo, questo non e
cos importante come il realismo e in secondo luogo 
possibilmente falso. E io penso che  falso, e cercai di addurre,
parlando ad Einstein, le prove di questa falsit; ma, soprattutto
anche del fatto che il determinismo non  poi tanto importante. La
mia convinzione che il determinismo  falso,  in parte
naturalmente legata con la mia persuasione che l'uomo pu agire
creativamente, che pu immettere nel mondo qualcosa che prima non
c'era: e tutto ci, a mio avviso, non  compatibile col
determinismo. Questa era la ragione principale.
K. R. Popper, Logica della ricerca e societ aperta, Antologia a
cura di D. Antiseri, La Scuola, Brescia, 1989, pagine 202-205.
